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GIACINTO

non supera un metro di altezza e sopravvive al freddo più intenso.
Ad aprile, poi, sorprende per la fioritura gialla e, in autunno, produce pigne ovali, apprezzatissime nelle decorazioni natalizie.

Conifere a colori

Il Pinus mugo è una specie protetta, che cresce nei Pirenei, nelle Alpi e negli Appennini settentrionali, ad altitudini fino ai 2.700 metri. Può arrivare ad un’età di 800 anni. Per l’apparato radicale particolarmente ramificato gli arbusti sono validissimi nella prevenzione dell’erosione del suolo e, di conseguenza, nella lotta contro frane e valanghe. Anche le forti nevicate non hanno alcun effetto su questi pini, che si risollevano ai primi disgeli. Il portamento quasi bizzarro del Pinus mugo, i cui rami rasentano il suolo per poi crescere in altezza, non è altro che l’adattamento al suo habitat naturale.



Fin dall’introduzione come arbusto ornamentale, avvenuta nel 1798, i vivaisti si sono dedicati all’ibridazione, da cui è nata una gamma infinita di varietà. Oggi, il Pinus mugo offre un'ampia scelta di forme, dalle piangenti alle nane. Per l’inserimento in giardino è ideale il Pinus mugo uncinata, che raggiunge rapidamente un’altezza di 3 metri e alla fine può superare i 6 metri.

Le conifere nane sono particolarmente adatte alla coltivazione in vasi e contenitori sul terrazzo o davanti all’ingresso di casa. ‘Humpy’, il pino nano per eccellenza, ha la crescita tappezzante, arriva ad appena 25 cm di altezza e presenta aghi verdi, lunghi 1-3 cm, riuniti in mazzetti. ‘Mops’ è ideale per la decorazione di fioriere e di giardini rocciosi, grazie al portamento a sfera e alla crescita molto lenta; dopo 10 anni raggiunge un’altezza di appena 80 cm. Gli aghi hanno il colore grigioverde cupo. Le fronde della varietà ‘Ophir’ sono di un verde scuro, che d’inverno muta in giallo dorato. Il Pinus mugo var. Pumilio è una variante bassa e compatta, con aghi corti di colore verde cupo. In genere ha il portamento più largo che alto, con rami tappezzanti, ed è ottimo come coprisuolo. Tutte queste varietà sono particolarmente resistenti all’inquinamento cittadino e industriale.

In autunno i pini mugo producono coni maschili e femminili. I coni femminili cambiano colore dal verde al violetto e, a maturazione, al marrone lucente. In primavera si aprono rilasciando i semi alati, per poi cadere al suolo. Ci vogliono alcuni anni prima che la pianta produca le pigne maschili. Sono più piccole, gialle o rossicce e si formano nella parte inferiore dell’arbusto.

Curiosità

Il rami del Pinus mugo emanano un caratteristica aroma di resina e di eucalipto, che ritroviamo in vari prodotti cosmetici, come i sali da bagno, gli oli per la sauna e per i massaggi. Già i Celti sapevano che l’olio del pino mugo è stimolante, contribuisce a dare forza e aiuta a contrastare i dolori. L’olio, prodotto in distilleria tramite la distillazione a vapore degli aghi, è antibatterico, stimola la circolazione sanguigna e favorisce il ricambio cellulare. E’ impiegato per la cura delle malattie respiratorie e dei reumatismi.

La biomimetica, ovvero l’imitazione della natura nella tecnologia, è in forte ascesa. Innanzitutto non ci possiamo più permettere di produrre tecniche dannose all’ambiente. Per ottenere soluzioni efficienti e a basso consumo energetico, la natura è la nostra fonte più grande di ispirazione.

Nel 2005, il direttore scientifico del giardino botanico dell’Università Tecnica di Delft, in Olanda, ha vinto il premio ID-NL nella categoria della tecnologia sensoriale per la ricerca applicata sul Pinus mugo. Durante una settimana bianca in Svizzera, all’altezza del piano alpino, ha notato che gli aghi del Pinus mugo, al contrario degli altri pini, non sono coperti da uno strato ceroso grigio che li ripara dai raggi ultravioletti del sole. Ha dedotto che il pino mugo deve avere un modo alternativo per proteggersi da questi raggi e si è portato alcuni rami in Olanda. La sua ricerca dimostra che gli aghi hanno un filtro naturale che trasforma la luce dannosa in luce blu. Anche gli esemplari coltivati in pianura vantano questo filtro UV, che può essere estratto e impiegato per la protezione di tutti i materiali sensibili all’UV. Le tinture per capelli non si scolorano più e le vernici si seccano più lentamente. Visto che anche le cellule solari sono attaccate dall’UV, l’applicazione di un film sottile di sostanza di pino mugo prolunga sensibilmente la vita dei pannelli solari! Occorre approfondire questa ricerca, che potrà avere un impatto fantastico sulla vita delle persone intolleranti ai raggi UV.

Cure

Il Pinus mugo resiste a tutto, tranne che al caldo eccessivo e a periodi prolungati di siccità. Cresce in suoli poveri, preferibilmente calcarei e con pH neutro. Tollera il freddo estremo, le nevicate, il vento forte. Ama una posizione luminosa, al riparo dal pieno sole. Gli esemplari coltivati in vaso richiedono annaffiature regolari, mai abbondanti.